Normativa

Il batterio legionella rappresenta un serio rischio per la salute umana e la legge stabilisce precisi obblighi in fatto di prevenzione. Questi ultimi si estendono alle strutture civili e industriali dove è più alta la probabilità di trasmissione. L’obbligo di prevenzione della legionella riguarda, in particolare, le strutture turistico-ricettive, gli impianti termali e le strutture sanitarie, comprese le case di riposo e le residenze sanitarie assistenziali.

Legionella: gli obblighi di legge

Cosa afferma la normativa in materia di legionella e quali sono gli obblighi di legge previsti? Il quadro normativo fa riferimento ai seguenti provvedimenti (cui afferisce la normativa legionella 2018 e seguenti):

  • Decreto legislativo n. 81/08: stabilisce le linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi e le misure da adottare per il controllo della legionella nei luoghi di lavoro
  • Accordo Stato – Regioni del 2013 e 2015 (79/CSR del 07/05/2015): integra le indicazioni contenute nelle precedenti linee guida nazionali (‘Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi’, G. U. 5 maggio 2000; “Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-recettive e termali” e “Linee guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi microbiologica e controllo ambientale della legionellosi” (G.U. n 28 del 4 Febbraio 2005 e G.U. n 29 del 5 Febbraio 2005).

Le linee guida per la prevenzione della legionella

Le linee guida per la legionellosi stabiliscono che il Protocollo di Controllo del Rischio Legionella è obbligatorio per tutte le strutture potenzialmente a rischio, con riferimento a tutti gli impianti idraulici e di condizionamento. Il protocollo prevede tre fasi:

  • Valutazione del rischio legionella: indagine degli impianti (se necessario, tramite campionamenti effettuati da tecnici specializzati). La valutazione può essere realizzata con periodicità biennale annuale o quando la situazione richiede un monitoraggio tempestivo (in caso di modifiche agli impianti, lavori di ristrutturazione, esito positivo di esami batteriologici con valori di legionella oltre la soglia)
  • Gestione del rischio legionella: misure di contrasto alla legionella (volte a mantenere la concentrazione dei microorganismi presenti nell’acqua potabile entro i limiti stabiliti per legge) e nomina di un Responsabile per il monitoraggio e la verifica delle attività. Tutte le misure per prevenire la legionella (interventi di manutenzione straordinari, uso di prodotti e attrezzature specifiche per la disinfezione da legionella) devono essere riportate nel Registro degli Interventi.
  • Comunicazione del rischio: attività informative e di sensibilizzazione rivolte ai gestori degli impianti, ai tecnici, alle associazioni di categorie a ai responsabili degli edifici pubblici.

Sorveglianza della legionellosi

Le strutture sanitarie e il medico hanno l’obbligo di trasmettere alla ASL e agli organi di competenza la Scheda di sorveglianza entro 48 ore dalla diagnosi di legionella. Da parte loro, le strutture recettive sono tenute a informare l’autorità sanitaria locale competente degli eventuali casi di legionella (cluster) associati al soggiorno. A seguito della comunicazione viene predisposta l’ispezione della struttura per procedere con la valutazione del rischio e predisporre le necessarie misure di controllo. Entro due settimane dalla notifica del cluster vi è l’obbligo di inviare il rapporto preliminare all’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), seguito dal rapporto finale da trasmettere entro sei settimane dalla notifica.

Legionella: gli obblighi di legge per il condominio

Cosa prevede la normativa per il contrasto della legionella in condominio? Il gestore del servizio idrico, ossia il soggetto fornitore di acqua potabile, è tenuto a verificare la salubrità dell’acqua fino al punto di consegna tramite gli opportuni controlli. D’altra parte, l’amministratore ha la responsabilità di monitorare lo stato degli impianti e dei tubi e la qualità dell’acqua dal punto di consegna (il contatore) al rubinetto. È tenuto, cioè, a verificare che non vi siano contaminazioni dovute alla cattiva manutenzione degli impianti.

Le sanzioni

La normativa sulla legionella prevede sanzioni molto elevate per chi fornisce acqua contaminata, contenente microorganismi e altre sostanze dannose in concentrazioni superiori ai limiti di legge. Il decreto n.31/2001 (attuazione della direttiva 98/83/CE sulla qualità delle acque destinate al consumo umano) prevede, inoltre, multe elevate se gli stessi parametri non sono rispettati nel punto di uscita dal rubinetto. Qualora sussista il rischio di legionella nell’acqua potabile, spetta all’amministratore il compito di eseguire le verifiche e di prendere i provvedimenti necessari.

Analisi dell’acqua potabile e prevenzione

Per verificare la qualità dell’acqua in condominio o nelle strutture aperte al pubblico è possibile procedere con le analisi di laboratorio dei campioni. Le analisi consentono di accertare che i parametri chimici e microbiologici soddisfino la normativa sulla legionella e gli obblighi di legge relativi all’acqua destinata al consumo umano. Nel caso dei siti particolarmente soggetti al rischio di contaminazione da legionella, come le zone industriali o destinate all’agricoltura intensiva, è consigliabile eseguire controlli più approfonditi, in aggiunta alle analisi standard, per testare l’eventuale presenza di sostanze nocive.

La sanificazione degli impianti con metodo brevettato Rentacs consente di prevenire efficacemente il rischio legionella attraverso l’eliminazione del biofilm, responsabile della maggioranza dei casi di contaminazione batterica.