Batterio

Prevenire la legionella è fondamentale per gestire il rischio biologico e proteggere la salute delle persone. La legionella, tuttavia, è molto difficile da contrastare perché la contaminazione può avvenire in una molteplicità di modi, attraverso rubinetti, docce e tramite inalazione di acqua infetta. Sfruttando queste vie di contatto, la legionella può agevolmente raggiungere l’organismo e avviare il proprio ciclo riproduttivo all’interno del corpo umano. Ma perché il batterio legionella, e in particolare la specie pneumophila, è così temuto?

Dove si trova il batterio legionella

Per prima cosa conviene analizzare le strategie di sopravvivenza e le condizioni che facilitano la proliferazione del batterio. La legionella è un batterio dell’acqua ubiquitario, presente cioè in tutti gli ambienti acquatici naturali – laghi, fiumi e ambienti umidi in generale – e nella gran parte dei sistemi idrici artificiali. Si stima infatti che ben il 56% delle acque potabili sia contaminato: più in particolare, nel 47% dei casi ad essere colpiti risultano essere hotel e resort.

Tutte le strutture collettive sono esposte alla contaminazione batterica: case di riposo, scuole, ospedali, centri benessere e piscine, ma anche ambienti industriali e residenziali. Le reti idriche sanitarie offrono le condizioni ideali per la sopravvivenza e la proliferazione, specie in presenza di incrostazioni calcaree e ferrose, scarso flusso, ristagni d’acqua, depositi e corrosione dei tubi.

Il batterio della legionella è anche definito il “batterio tecnologico” perché in grado di adattarsi alle condizioni più difficili. Questa sua caratteristica rende la prevenzione molto complessa e spesso inefficace con i metodi tradizionali. La proliferazione della legionella può avvenire a una temperatura compresa tra i 20° e i 50° C: ad essere maggiormente a rischio sono, dunque, i circuiti di acqua calda, quali boiler e accumulatori. I circuiti dell’acqua fredda, però, non sono al riparo perché il batterio è in grado di adattarsi a un ampio intervallo di temperature, sebbene le condizioni preferenziali siano comprese tra i 25° e i 42° C. Ad essere a rischio, in sintesi, è la maggior parte degli impianti idrici negli edifici pubblici e civili.

Come si presenta il batterio legionella

La legionella è un batterio opportunista e risulta, proprio per questo, doppiamente pericoloso. Per proteggersi dagli agenti esterni il batterio acquatico può svilupparsi dentro microorganismi più grandi, come protozoi e amebe: con il proliferare delle colonie, la legionella viene dispersa in ambiente e può rapidamente colonizzare gli impianti e, da qui, raggiungere le cellule umane. La legionella sopravvive, inoltre, nel biofilm, un’aggregazione di microorganismi presente nelle reti idriche, specie se caratterizzate da ridotto flusso d’acqua e a lungo inutilizzate. Per difendersi dallo stress esterno – dovuto agli sbalzi di temperatura o al contatto con agenti chimici acidi – la legionella sfrutta inoltre il cosiddetto meccanismo “quorum sensing” (QS) che consente ai batteri di comunicare fra loro e di adattarsi.

Il batterio legionella, in sintesi, può presentarsi in forma libera – all’interno di amebe e protozoi ciliati – o ancorata al biofilm: in entrambi i casi, può contare su nutrimento e protezione da condizioni ambientali sfavorevoli.

Cos’è il biofilm

Il deposito biologico è potenzialmente presente su ogni superficie bagnata e, di conseguenza, su tutte le componenti dei sistemi idrici, in combinazione coi depositi minerali. Il biofilm compromette la qualità dell’acqua potabile che può risultare torbida, sgradevole al gusto e all’olfatto e, nei casi peggiori, rappresentare un veicolo di infezione.

Per prevenire la diffusione dei batteri patogeni è fondamentale sanificare le superfici e i sistemi di distribuzione e stoccaggio dell’acqua. La pulizia coi metodi comuni, tuttavia, risulta inefficace perché non è in grado di intaccare il deposito biologico: in altre parole, non ha effetti sul biofilm. Il 90% dei batteri si sviluppa proprio al suo interno, proteggendosi così dai sistemi di disinfezione come l’iperclorazione. Il batterio legionella risulta particolarmente resistente al cloro e, proprio per questo, i normali disinfettanti non assicurano l’eliminazione batterica.

La maggior parte dei sistemi tradizionali, inoltre, ha un’efficacia limitata ai batteri liberi presenti in acqua (che, come abbiamo visto, rappresentano una minima parte del totale): non garantisce, cioè, la completa sterilizzazione dei tubi e dei sistemi di acqua potabile.

Il metodo Rentacs per il trattamento della legionella

Oltre a rimuovere il biofilm, è necessario evitare che vi siano danni a carico degli impianti, in particolare la corrosione delle tubazioni che può contribuire ad aggravare il problema. La proliferazione batterica, infatti, è più frequente nei sistemi idrici e sanitari soggetti a usura, incrostazioni e corrosioni. Il metodo Rentacs combina entrambi i vantaggi, offrendo la garanzia di una sanificazione completa e di lunga durata, senza intaccare la rete e senza la formazione di prodotti residui. Il protocollo brevettato non comporta l’acquisto di prodotti chimici, consentendo di abbattere i costi del dosaggio in continuo e senza la necessità di macchine a carico della struttura.