La legionella è un batterio molto pericoloso e diffuso: nonostante ciò, rappresenta una minaccia difficile da contrastare e spesso sottovalutata. Negli ultimi anni i controlli e gli obblighi di legge si sono moltiplicati, nel tentativo di gestire i rischi associati alla sua trasmissione che rappresenta di fatto un problema mondiale. Cosa provoca l’infezione e quali sono gli obblighi normativi per la prevenzione?

Cos’è la legionella e dove si trova

L’habitat della legionella è rappresentato da tutti gli ambienti acquatici naturali e artificiali: si tratta infatti di un batterio ubiquitario, anche definito “batterio tecnologico” per le sue capacità di adattamento. La legionella infettiva è dovuta alla contaminazione dei sistemi di acqua potabile, spesso colonizzati dal batterio che sopravvive all’interno di altri organismi (protozoi) o nel biofilm che riveste le superfici umide. Questa modalità rappresenta la forma più probabile di trasmissione: il biofilm, infatti, garantisce al batterio protezione dalla temperatura e dal contatto con le sostanze acide e, dunque, contro i rimedi comunemente impiegati per il trattamento dell’acqua.

Quali sono le conseguenze della legionella?

L’infezione da legionella può presentarsi in due forme: la forma non polmonare, o febbre di Pontiac, e la cosiddetta malattia del legionario. Questa malattia può evolvere in complicanze come l’insufficienza respiratoria e renale fino a provocare, nei casi più gravi, la morte.

Come si manifesta la legionella? I primi sintomi possono includere tosse, cefalea, febbre, dolori muscolari e letargia, fino alla polmonite che può risultare rapidamente fatale. Il tasso di mortalità varia in base alla risposta immunitaria del paziente e al particolare ceppo di legionella in questione. La maggioranza dei casi è dovuta alla specie pneumophila, identificata per la prima volta in America nel 1977.

Come si sviluppa la legionella?

La legionella sopravvive a temperature comprese tra 20° e 50° C nei sistemi di acqua calda e fredda. Il batterio acquatico è in grado di colonizzare facilmente gli impianti idrici, specie se poco utilizzati, con rami morti o soggetti a cattiva manutenzione. Da qui può diffondersi nell’ambiente attraverso l’uso di docce, inalatori, getti d’acqua e rubinetti, entrando a contatto con le vie respiratorie e infettando l’organismo umano. Nella maggior parte dei casi la legionella viene contratta tramite aerosol, attraverso l’inalazione di vapori e microparticelle di acqua contaminata.

Quali sono le strutture più esposte?

La maggioranza dei casi noti di legionella è associata alla contaminazione di impianti di acqua calda e fredda, sistemi di aria condizionata, torri di raffreddamento, umidificatori, vasche e idromassaggi. Anche le acque termali possono rappresentare un habitat ideale grazie alle particolari condizioni di temperatura e alla presenza di una microflora propria. I pazienti in ospedale e le persone ricoverate in strutture assistenziali, come le case di riposo, sono in assoluto tra le più esposte all’infezione. Il rischio legionella, tuttavia, è esteso a ogni tipologia di struttura civile e industriale, compresi alberghi, spa, centri benessere e palestre, condomini e scuole.

Quali sono gli obblighi di legge in materia di legionella?

La presenza del batterio legionella nell’acqua rappresenta una grave minaccia per la salute umana e deve essere opportunamente contrastata. Cosa stabilisce la normativa in materia di prevenzione? Le linee guida nazionali per la legionellosi indicano l’obbligo, per tutte le strutture a rischio, di sviluppare un protocollo di controllo strutturato in più fasi: la gestione del rischio legionella prevede il monitoraggio degli impianti, il rispetto dei parametri di qualità per l’acqua potabile e la sanificazione periodica della rete idrica. In caso di inadempienza sono previste sanzioni, rivolte a chi fornisce acqua contaminata o viene meno all’obbligo di manutenzione degli impianti. Le strutture sanitarie e ricettive sono tenute a comunicare eventuali casi di legionella all’autorità competente e ad effettuare i controlli necessari.

Perché è difficile combattere la legionella?

I comuni metodi di pulizia non bastano per prevenire la legionella e i prodotti a base di cloro non sono la soluzione: la legionella, infatti, manifesta un’elevata resistenza al cloro ed è in grado di ricolonizzare rapidamente l’impianto dopo il trattamento. Oltre a causare la formazione di sottoprodotti nell’acqua, questo tipo di rimedio garantisce un’efficacia limitata e a breve termine. Un altro inconveniente dei metodi tradizionali è legato alla corrosione degli impianti: oltre ad aggravare il problema legionella, quest’ultima può comportare costi di manutenzione elevati. Come si combatte, dunque, la legionella? Per garantirsi una valida protezione contro il batterio la soluzione è adottare un trattamento sistemico, attivo sul biofilm e a lunga durata.

Quale metodo usare contro la legionella?

La maggior parte dei rimedi impiegati per contrastare la legionella non ha effetti sul biofilm e presenta svariate controindicazioni. Come ricordato, tra le tecniche più diffuse c’è l’iperclorurazione: a dispetto del basso costo apparente, questa soluzione non è in grado di contrastare la ricrescita batterica e, inoltre, può essere incompatibile con gli standard previsti per l’acqua potabile.

Gli shock termici, d’altra parte, non risultano sempre applicabili e possono provocare forti stress alle strutture.

Tra le tecniche utilizzate ci sono anche la filtrazione nel punto di utilizzo e la radiazione UV, entrambe valide ma con efficacia limitata. In sintesi, nessuno di questi metodi è in grado di rispettare tutti i requisiti necessari: effetto a lungo termine, eliminazione completa dei batteri, basso costo, assenza di sottoprodotti e danni a carico degli impianti.

Quali vantaggi offre il metodo Rentacs?

L’unica soluzione valida per il trattamento e la cura della legionella è quella di neutralizzare stabilmente il biofilm. Solo in questo modo, infatti, è possibile ottenere un effetto di lunga durata senza rischio di corrosioni e con costi ridotti rispetto al dosaggio in continuo. Il metodo Rentacs garantisce un trattamento completo e a basso impatto, grazie a un protocollo brevettato per la sanificazione degli impianti. La soluzione combina il trattamento termico e a base di biocidi biodegradabili (perossido) con l’innovativa tecnologia AIR PULSE Technology, basata sul flussaggio termico con aria pulsata che provoca il distacco del biofilm. Il protocollo non prevede l’acquisto di macchine o prodotti chimici e viene svolto da operatori qualificati in totale sicurezza.